(Vicenza, 26 agosto 2017) La breve vita di Vincent Van Gogh si consuma tra opposti sentimenti, quali una sensibilità eccessiva, un travolgente anelito alla vita, e un logorio d’insoddisfazione verso la propria opera. Lungo il suo tormentato cammino gli offrono un po’ di conforto molte persone, umili e semplici, che diventano riferimenti importanti per il suo precario mondo affettivo. Così accanto ai paesaggi assolati e ai fiori rigogliosi che rasserenano la sua anima, realizza ritratti indimenticabili. Scrutando i volti e intessendo armonie cromatiche inimitabili, ha reso immortali il postino Roulin, il dottor Gachet, l’Arlesiana, racchiudendo in ogni ritratto la vitalità palpitante di quel legame. L’artistaLeggi altro →