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Requiem di G. Fauré a Vienna – Comunicato stampa

Requiem di Gabriel Fauré

Castello di Schönbrunn, Vienna

Comunicato Stampa

 

 

L’associazione culturale “CONCETTO ARMONICO” presenta a Vienna presso la Schlosskapelle Schönbrunn domenica 28 ottobre 2012 alle ore 10.45 il celebre “Requiem” di Gabriel Fauré.

“Concetto Armonico” ha già realizzato l’esecuzione del Requiem presso la Città del Vaticano, Assisi, Verona, Vicenza, Padova e Venezia ottenendo sempre grande successo. Prossimamente il Requiem sarà eseguito anche a Parigi e Torino.

Interpreti solisti saranno: il baritono ANDREA CASTELLO ed il soprano ANTONELLA CASAROTTO, il coro “LA ROCCA” di Altavilla Vicentina (Vicenza), accompagnati alll’’organo dal maestro DANIELE RENDA.
IL “Requiem” fu composto da Fauré fra il 1888 ed il 1892 per essere eseguito nella chiesa della Madeleine a Parigi nel 1983. Si distingue per le sue eleganti e rarefatte atmosfere che richiamano la Parigi fin de siècle e per la dolcezza con cui Fauré pone l’accento sull’aspirazione alla felicità eterna più che sul dramma della morte.

Nella composizione grande importanza assume l’organo ed è per questo che si è deciso di realizzare il concerto nella Schlosskapelle Schönbrunn il cui grande strumento permetterà di mettere in evidenza tutte le sfumature dello spartito.

 

Domenica 28 ottobre 2012

Castello di Schönbrunn
Schlosskapelle
ore 10:45

Entrata libera

 

Per Informazioni ed eventuali interviste:

Concetto Armonico, segreteria e ufficio stampa
telefono +39 349 620 9712  – m@il ufficiostampa@concettoarmonico.it
web: concettoarmonico.it

 

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Scarica la Locandina del concerto

 

 

ANTONELLA CASAROTTO, soprano

Antonella Casarotto soprano Vicentino. Da 18 anni dirige il coro “La Rocca”, ottenendo grandi successi soprattutto negli ultimi anni grazie all’impegno anche dell’associazione “Concetto Armonico”.
Oltre a dirigere il coro, la Maestra Casarotto si esibisce come solista in qualità di soprano, in diversi concerti promossi dalla stessa associazione. Il soprano, riscuote molti apprezzamenti da parte del pubblico per la linea delicata ed elegante della sua voce. Da ricordare le più importanti esibizioni presso: Assisi, Città del Vaticano, Vicenza, Teatro Tullio Serafin di Cavarzere.

 

 

ANDREA CASTELLO, baritono

Studia canto lirico dal 1999 dapprima con il maestro Danilo Rigosa successivamente, con il maestro Sherman Lowe. Ha frequentato, in qualità di allievo effettivo, le Master Class tenute dal celebre soprano Montserrat Caballé nel 2005 ad Andorra e nel 2007 a Saragozza. Si perfeziona musicalmente con i maestri Fausto di Benedetto e Gerardo Felisatti ed il maestro Roberto Scandiuzzi.
Da quattro anni è direttore artistico del prestigioso circolo “Amici del M° Tullio Serafin” di Cavarzere e, da nove anni del concerto di Natale e di solidarietà presso la Città del Vaticano (Chiesa Pontificia di Sant’Anna in Vaticano). Inoltre, è Presidente dell’associazione culturale “Concetto Armonico” di Rottanova di Cavarzere
Attualmente sta studiando repertorio composto da: Melodies Francesi (Reynaldo Hahn, Gabriel Fauré); e lideristica.
Opere: Bohemé di Puccini (Schaunard), Werther di Massenet (Albert), Tannahuser di Wagner (Wolfram); Puritani di Bellini (Riccardo), Edgar di Bellini (Frank).
Svolge intensa attività concertistica sia in Italia ed all’estero, ed è apprezzato molto per il suo modo elegante e raffinato nel cantare.

 

DANIELE RENDA, organista

Nel 2000 frequenta i seminari di pianoforte del M°Guglielmina Martegiani in collaborazione con il Conversatorio Statale di Musica A.Buzzolla di Adria, mentre nel 2002 frequenta il corso di approfondimento svolto del M°Salvatore Ascrizzi a Reggio Calabria. Nel 2003 partecipa al corso di approfondimento del M° Caterina Vivarelli a Torino e infine nel 2005 al corso di perfezionamento del M° Livio Cadè a Bergamo.
Recentemente ha svolto concerti a Vienna, Vicenza, Cona, Altavilla Vicentina. Svolge attività concertistica con il coro “Santa Cecilia” di Adria e con il coro “La Rocca” di Altavilla Vicentina.

 

CORO “LA ROCCA”

Il coro “La Rocca” è una formazione corale mista, nata nel 1978 ad Altavilla Vicentina; è diretto dalla Maestra Antonella Casarotto. Il repertorio spazia tra generi diversi: dai canti della tradizione popolare veneta, a quelli del classico repertorio vocale, alternando brani di estrazione popolare a brani di musica sacra e profana. Nel corso degli anni si è imposto all’attenzione degli appassionati, ricevendo ovunque lusinghieri apprezzamenti.
Il coro organizza una rassegna corale annuale nel mese di maggio e un concerto a Natale.

 

Intervista a Bruno de Simone

Bruono de Simone: Leporello, Arena 2012

Andrea CastelloMi viene spontaneo iniziare questa intervista chiedendole: cosa significa per lei la parola “buffo” nel mondo dell’Opera lirica?
Bruno de Simone: “Buffo” è un tipo di artista, che mi piacerebbe non confinare solo all’Opera Lirica e che ha nel suo DNA la capacità di rendere leggero ed ironico qualsiasi testo che abbia a che fare con ciò che discende dalla commedia o, in genere differente, ad essa si riferisca. Pregio e virtù principali di questa tipologia di interprete sarebbe la capacità di arrivare al limite senza mai oltrepassarlo, anche quando diviene buffo “caricato” ( “Geronimo” de Il Matrimonio segreto, ad esempio,…per intendersi) che talvolta arriva di più ad un certo pubblico ma che nulla ha a che vedere con ciò che hanno concepito i grandi musicisti che hanno creato personaggi che nel contesto della trama risultano appartenere al “buffo” ma che hanno nella vena malinconica la vera chiave di lettura. Più che all’effetto ridanciano si dovrebbe mirare a suscitare tenerezza per tener fede a questa figura: il tutto con una vocalità importante che mai indulga al “parlato” e che anzi sappia cantare tutto “seriamente” ivi compreso il sillabato.

 

A. C.: Una carriera brillante fin da quanto lei aveva 22 anni: prestigiosi palcoscenici, eccellenti
direttori d’orchestra, riconoscenze, ecc. Con quale spirito di continuità (data la sua lunga
carriera) intraprende anche oggi la sua attività di cantante? Insomma, il buffo che c’è oggi
è uguale a quello di inizio carriera?
B. de S.: E’ da 32 anni che mi dedico in prevalenza a questo repertorio e non ho mai abbandonato la mia visione interpretativa. Anche se un artista è pur sempre figlio del suo tempo e, quindi, come tale, sia giusto che si aggiorni, credo che l’unica strada percorribile sia quella della fedeltà assoluta alla musica ed al testo, come rispetto del compositore e del librettista: a conferma di ciò, “vivono” le interpretazioni di tanti grandi del passato che risultano attualissime e moderne.

 

A. C.:  Mozart, compositore straordinario che in pochi anni ci ha donato un patrimonio musicale
sublime: come studia Mozart Bruno De Simone? Da quando apre lo spartito a quanto va in
palcoscenico per le prove e recita.
B. de S.: Il metodo di studio che applico alla mia preparazione non differisce gran che da un compositore ad un altro se non per la pertinenza stilistica che io giudico fondamentale: parto sempre dal testo per scegliere un “colore” di voce appropriato, curando in maniera quasi maniacale lo “spelling”: uno dei motivi principali per i quali tanti giovani sono riottosi nell’interessarsi all’opera, a loro stesso dire, è il non comprendere tutte le parole e quindi il senso della scrittura musicale connessa ad esse!

 

A. C.: Mozart, Rossini, Donizetti da una parte Verdi e Puccini dall’altra. Compositori che
compaiono nel Suo vastissimo repertorio. Come affronta le “due schiere”? Naturale che: la
tecnica, la preparazione, lo studio siano i medesimi ma, cosa aggiunge e cosa toglie?
B. de S.:  Pur rispettando la peculiarità di ogni compositore, come dicevo sopra, il metodo è uguale: sono per moderare questa eccessiva “specializzazione” ad un repertorio anzi che ad un altro perché ogni compositore serve ad arricchire il proprio bagaglio tecnico, arma essenziale per la longevità e sviluppo delle proprie possibilità. In effetti sono arrivato a cantare Verdi, Puccini ed anche oltre… perché credo di essere riuscito a trarre giusto profitto dal “cantare” i compositori di epoche precedenti a cominciare dai grandi del ‘700. E se noi guardiamo ai grandi interpreti che abbiano avuto vita lunga, non solo del mio repertorio, constatiamo che hanno frequentato diversi repertori…

 

A. C.:  A lei faccio una domanda molto tecnica e diretta: respiro per la bocca o respiro dal naso? Quali i suoi segreti.
B. de S.: Diciamo che è sempre buona norma igienica inspirare dal naso per due motivi fondamentali: il primo è perché l’aria in entrata, prima di raggiungere la trachea viene “riscaldata” nel transito rino faringeo e quindi non va a raffreddare la gola; ed il secondo, più importante, è che respirando dal naso vi è la certezza che le fosse nasali siano libere e non ostruite. Se così non fosse, si avrebbe allora l’effetto della nasalità della fonazione con una conseguente riduzione degli armonici utilissimi se non fondamentali ad una buona e fisiologica proiezione della voce.

 

A. C.: Un altro segreto che può esserci utile: come si prepara Bruno de Simone prima di una
recita?
B. de S.: Al mattino del giorno di ogni recita faccio un paio di esercizi di respirazione e quattro cinque serie di vocalizzi: è preferibile fare questo al mattino, perché poi, se ben esercitata, la voce risponde molto meglio nel pomeriggio quando comunque uso cantarmi buona parte del mio ruolo.

 

A. C.:  Che vocalità richiede il bel canto? E quindi, parlando di baritoni, un cantante che non sia
Mozartino o Donizettiano, o ancora Rossiniano, quando può dirsi pronto per scegliere e
interpretare un repertorio più lirico?
B. de S.: Il belcanto richiede vocalità “snelle” e che suonino uguali in tutti i registri ed altezze di suono: è solo così che si può ottenere un bel suono che è alla base del “belcanto”. Il problema di oggi è che si passa da un estremo ad un altro e, cioè, da vocalità schiacciate che praticano, ad esempio Rossini, a vocalità larghe che sono ancora il residuo di un modo di cantare appartenuto agli anni ’60 e ’70 in cui si è equivocato il timbro con il colore di una voce e quindi, nella mia corda, ad esempio, si tendeva a scurire artificiosamente il colore quasi che ciò legittimasse a poter accedere ad un repertorio drammatico con risultati discutibili e discontinui. Credo che la scelta di un repertorio dipenda molto dalla tecnica che fino a quel momento hai acquisito, che, a sua volta può essere arricchita ed ampliata dal primo…

 

A. C.:  Il problemi dei baritoni è l’età. La maturazione vocale per un baritono (soprattutto per un
baritono lirico), arriva in età superiore ai trent’anni. Ma attendere i 33/34 anni per
presentarsi ad audizioni o anche concorsi (visto che il limite di età anche per i concorsi
fortunatamente sta salendo) è così sbagliato e poco producente o può essere segno di
intelligenza verso il proprio strumento vocale? Non voglio dire che prima di questa età non
si possano eseguire molti concerti e parti da comprimario per farsi esperienza…, ma non si
può nemmeno eseguire Germont in Traviata o Scarpia in Tosca?
B. de S.: Ho cari colleghi che hanno iniziato in … età matura a studiare canto e, ciò nonostante, sono arrivati ben presto ad intraprendere una carriera eccellente, o, viceversa, ci sono tanti casi in cui si inizia presto, come me, ma che ritengo più rischiosi: la muta della voce si completa sui 27-28 anni, per l’uomo, e sui 25-26 per la donna, circa. Quindi è molto delicato iniziare a cantare ruoli di un certo impegno prima di questo. Direi che non vi è una regola precisa; mi è capitato, in qualcuno dei master-class cui mi dedico talvolta di ascoltare giovani colleghi più che promettenti ma che si erano addirittura diplomati con brani di repertorio assolutamente inadeguato rispetto alle loro caratteristiche, pregi e limiti di quel momento. Dopo aver consigliato loro di affacciarsi ad altro, ne ho constatato i progressi e la maggiore attendibilità. Cioè voglio dire che molte volte… ormai, la scelta di un repertorio viene fatta affidandosi ai limiti tecnici di una voce più che alle sue potenzialità e qualità. Ecco perché nell’arco dello studio ed anche di una carriera bisogna aver a che fare con diversi repertori!

 

A. C.: Lei al termine di una recita in Arena di Verona mi fece una domanda che mi colpì molto,
una domanda intelligentissima che fortunatamente si distingue da tutte le altre che noi
cantanti facciamo dopo una recita al nostro miglior confidente: “Com’è stato il mio
personaggio”? Domanda egregia! Io ora la rivolgo a Lei: Come definisce il suo personaggio
in palcoscenico?
B. de S.:  Ci sono svariate sfaccettature dei personaggi che interpreto e che cerco di valorizzare in egual misura; ma una su tutte ci tengo in particolare che venga fuori ed è l’umanità. Posso riallacciarmi al concetto del buffo: c’è sempre un lato umano in ogni personaggio ma in quelli del buffo, direi, ancor di più, e da/per questo che viene da sorridere, in fondo, perché il nostro carattere è permeato di fragilità ed insicurezza… come chi aggredisce che lo fa essenzialmente per paura…! Ma per fare ciò è indispensabile che pur nello sforzo totale di rendere intelligibile ogni parola, si canti e non si tenda a “parlare” nell’intento di caricare, tentazione che il buon gusto e, ove possibile, il proprio bagaglio culturale dovrebbero tenere alla larga.

 

A. C.: Quanto un baritono come Bruno de Simone dopo circa settanta titoli debuttati, allena la
voce? E se posso, come allena la sua voce o meglio qual è il vocalizzo più adatto per basso
buffo del nostro tempo?
B. de S.:  Ricordo molto bene quello che mi disse Alfredo Kraus con cui ebbi il grande privilegio di cantare: il segreto di una buona e duratura forma vocale è quello di non smettere mai di studiare e, soprattutto, di non considerarsi mai arrivati, ed io aggiungerei che per praticare questo occorre tanta umiltà, dote sempre più desueta… Io cerco di tener fede a questo prezioso consiglio allenandomi spesso. Sui vocalizzi credo che non ce ne siano specifici per ogni categoria vocale ma semplicemente utili o inutili, quando non addirittura dannosi…

 

A. C.:  La lirica di oggi e la lirica di ieri (di qualche anno fa), cosa si sente dire un grande che sta
vivendo questo passaggio a volte drammatico?
B. de S.:  Ritengo questa la domanda più impegnativa di tutte. Non è una sensazione, purtroppo, che ci sia sempre meno voglia di concorrere e gareggiare con le proprie armi e perciò si trascuri sempre più la preparazione constatando i numerosi casi di tanti cantanti che, affidandosi all’uso di armi non … sempre “convenzionali” si presentano ad appuntamenti di ben maggiore impegno rispetto alla propria preparazione. Il dramma è proprio questo, che ci sono tante belle voci ma sfruttate male o anzi tempo da gente di pochi scrupoli: non a caso, sarà molto difficile risalire ad un livello di interpreti quale quello che abbiamo avuto nello scorso decennio, quando i veri grandi avevano dovuto fare una trafila molto dura per arrivare poi ad essere tali.

 

A. C.: Faccio la stessa domanda quasi a tutti i grandi. Vediamo giovani con voci strepitose che
dopo qualche anno di successi dovuti anche all’abbinamento giovane età – voce “grande”,
perdono il loro timbro, sorgono problemi spesso irrisolvibili e, ahimè, si mettono ad
INSEGNARE CANTO. Cosa ne pensa?
B. de S.:  E’ chiaro che diviene un’ esigenza di sopravvivenza rivolgersi alla didattica, se si termina la carriera artistica anzi tempo e, come tale, rispettabile e comprensibile. Non sempre però si riesce a far tesoro della propria esperienza e trasmettere, attraverso i propri errori, opportuni ammonimenti ed insegnamenti che possano beneficiare un giovane alle prime armi: bisogna vedere caso per caso…

 

A. C.: Sbadiglio, palato, sorriso, e chi più ne ha più ne metta, così in due parole se dovesse dire
come si canta, cosa afferma?
B. de S.: Di teoria sul canto lirico e sulla corretta impostazione vocale è stato scritto molto… Garcia in primis! Credo che la respirazione sia il primo tema da approfondire, e poi il conseguente “suono in maschera” , che non richiede particolari sforzi della muscolatura facciale, o della cavità orale, ma è piuttosto legato ad una corretta pronuncia delle vocali e delle consonanti. Ho dedicato molti anni di studio alla ricerca di questo equilibrio, che mi consentisse di cantare senza sforzo, ma permettendo alla voce di sviluppare timbro e sonorità.

 

A. C.: Come costruisce il Suo rapporto con il direttore d’orchestra? Lei ha lavorato e sta
lavorando con i più grandi direttori d’orchestra che naturalmente esigono sempre di più,
oltre che la voce?
B. de S.:  Pur tenendo grande rispetto del direttore d’orchestra, anche quando a dirigermi è una persona amica, uso sempre avere uno scambio di pareri o vedute consono ai differenti ruoli che si occupano. Ho avuto anche significative gratificazioni: a volte, mi è capitato di proporre dettagli musical interpretativi molto diversi da quelli che mi erano stati proposti da grandi bacchette, che poi invece sono stati acquisiti da loro stessi , che si sono anche molto compiaciuti con me!

 

A. C.: Il sogno nel cassetto di Bruno de Simone ancora da realizzare?
B. de S.:  Ci sono vari sogni… Uno su tutti però, che si ritorni a fare musica con lealtà, onestà e professionalità: l’uso di mezzi impropri, ripeto, rischia di macchiare in modo indelebile l’ambiente musicale e teatrale come purtroppo avviene sempre più spesso anche in altri campi. Varrebbe la pena che noi artisti ci riferissimo sempre al pubblico, giudice supremo, anziché cercare alleanze e sostegni pilotati ,talvolta addirittura da agenzie che riescono a condizionare anche il giudizio di critici se loro legati… A parte questo desiderio di ritorno a un’etica… non solo professionale, oltre al continuo ampliamento di repertorio, mi piacerebbe un giorno dirigere un Teatro, dove fare una politica di avvicinamento dei giovani a questa meravigliosa Arte, e di approfondimento di tanti autori, dimostrando che anche con spesa ridotta si può fare ottimo teatro!

 

A. C.:  Una parola per “Concetto Armonico” e per i soci presenti e quelli che si vogliono associare.
B. de S.: Ai cari amici di Concetto Armonico e a chi volesse associarsi, dico innanzi tutto “grazie”!. Questo tipo di iniziative sono fondamentali per sostenere il nostro settore e noi le sentiamo molto vicine, in quanto spontanee e formate da persone libere di giudicare, di esprimere i propri consensi o anche i propri dissensi. Voi avete anche la responsabilità di creare nuovi “adepti” guidandone i gusti ed anche affinando i vostri con confronti continui, comunicando tra di voi. Credo proprio che associarsi voglia dire rendere “attiva” e documentata una passione per una forma espressiva d’arte che, senza sostegni ed interessi adeguati, rischia di passare dalla crisi ad una sorta di agonia. Se assistiamo al proliferarsi di associazioni di appassionati a sport, calcio “in primis”, a maggior ragione dobbiamo auspicare l’incremento di un’associazione come “Concetto Armonico” i cui soci sono legati tra di loro da una passione così nobile come la musica e l’opera che, se condivisa, può senz’altro portare ad un grande arricchimento spirituale e culturale .

Bruono de Simone: Leporello, Arena 2012

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Intervista di Andrea Castello, Presidente dell’associazione Concetto Armonico. 
03 Settembre 2012 © Concetto Armonico
 

Intervista a Fiorenza Cedolins

Fiorenza Cedolins

Andrea Castello: Qual’è la lettura che, una grande come Fiorenza Cedolins dà allo spartito prima di “aggiungere” la voce?
Fiorenza Cedolins: La preparazione che precede la fase cosiddetta del “mettere in gola” la parte è fondamentale: lettura musicale perfetta, raccomando sempre ai mie allievi di conoscere già la parte quasi a memoria prima di cominciare a cantarla, e documentazione storica, letteraria, stilistica di spartito, libretto, compositore e librettista al fine di maturare una propria originale idea interpretativa supportata da ragioni culturalmente valide.

 

A. C.:  Qual’è il suo consiglio che dà ai giovani cantanti che devono debuttare un ruolo, primario o comprimario che sia?
F. C.: Di essere perfettamente preparati, senza “sconti”, ed inappuntabili professionisti. Oggi, un’ottima preparazione musicale ed attoriale valgono forse più di una voce grande. Il modo di fare teatro è cambiato e ciò che si chiede è di essere straordinari sotto tutti gli aspetti, non solo di possedere uno strumento baciato da Dio. Dunque: pronti, disciplinati e professionali. I “divismi” ed i capricci possono ancora valere in alcuni teatri ma in generale sono ben poco tollerati e comunque si pagano…..

 

A. C.:  Quanto sono fondamentali i vocalizzi prima di uno spettacolo ma, anche, come allenamento giornaliero? Qualcuno afferma che i vocalizzi sono superflui e stancano solo la voce, cosa ne pensa?
F. C.: Stupidaggini! Il vocalizzo va fatto bene, con il cervello, strumento principale del cantante!
Ovvio che se la tecnica è approssimativa, istintiva e sostanzialmente fortunosa, il vocalizzo stanca, perchè non c’è attenzione né controllo, quindi l’emissione è ancor più scorretta che in fase di esecuzione, dove almeno l’adrenalina sopperisce alla mancanza di appoggio tipica delle voci mal impostate. Inoltre l’emissione forzata di chi non conosce la tecnica, stanca la voce , mentre il “cantar sul fiato”, finalità ultima dello studio tecnico, migliora con l’esercizio, ammorbidendo la voce, rendendola robusta senza mai forzare.

 

A. C.:  Lei non ha cantato Mozart ma ugualmente è diventata una grande interprete affermata. Allora, alla luce di questo, non è vero che per diventare un interprete affermato o comunque un bravo cantante bisogna assolutamente “passare” per Mozart?
F. C.:  Non ho mai cantato Mozart ma l’ho studiato e molto a fondo. E’ estremamente formativo. La mia esperienza mi porta a dire che, per il repertorio italiano, sia piuttosto fondamentale lo studio del Belcanto.

 

A. C.: Puccini: eleganza, raffinatezza, grande passione ed amore ma, anche, grande orchestrazione. Quando consiglia agli interpreti emergenti di eseguire Puccini? E soprattutto come cantare Puccini?

F. C.: In presenza di voci abbondanti , ricche di armonici, di estrema sensibilità soggettiva, direi che Puccini è molto consigliato. Il problema di Puccini sono le frasi in canto sfogato, dove l’appoggio è enorme e la gola molto larga. Per questo ci vuole una predisposizione naturale, non tutti gli strumenti reggono questo tipo di lavoro. Ma non va frainteso: non tutto lo spartito si canta così! Ci sono intere scene dove si deve anche saper cantare “leggero” , morbido e sul fiato, altrimenti non si regge fino alla fine dell’opera, penso specialmente a Butterfly…

 

A. C.:  Puccini come tutti sappiamo, scrive tutte le annotazione sullo spartito. Quale libertà di interpretazione può concedersi un cantante nei diversi ruoli Pucciniani?
F. C.:  Rispettando la scrittura? Massima! Fantasia!!! Nuove idee, sottotesto originale!

 

A. C.: Giovani cantanti che, magari pur avendo belle voci e buona preparazione, non emergono e che si permettono di insegnare canto. Scelta astuta o poco rispettosa verso i grandi o nella peggior delle ipotesi “ultimo stadio”?
F. C.: La mia grande fortuna all’inizio è stato non aver soldi da spendere per le lezioni di canto! Se non si è più che sicuri di affidarsi a buone mani, consiglio piuttosto l’ascolto comparato dei grandi cantanti, ma -attenzione- solo di esecuzioni dal vivo e di registrazioni rigorosamente “live”. La miglior cosa è l’ascolto dal vivo. Per me è stato fondamentale essere entrata a 21anni nel coro del Teatro Verdi di Trieste, dove ho potuto ascoltare grandi cantanti da pochi centimetri di distanza e poi tutta la successiva esperienza fatta in palcoscenico, prima in coro, i piccoli ruoli, poi i grandi ruoli in provincia ecc… Insieme a ciò, registratevi, dal fondo della sala, in ambienti con poco riverbero e non nascondetevi dietro scuse…. Affrontate i vostri problemi vocali e musicali con intelligenza, coraggio e determinazione. Da tutte le voci si possono trarre esecuzioni gradevoli.

 

A. C.: A volte si sentono giovani cantanti uscire dal conservatorio anche con voti altissimi, ma la voce completamente rovinata e che devono iniziare nuovamente un percorso di studi per ricostruirsi una tecnica vocale e, nel peggior dei casi, per curarsi la corda. Che ne pensa di tutto ciò?
F. C.:  Non ho frequentato il conservatorio…, il problema è l’inadeguatezza delle retribuzioni all’interno delle strutture pubbliche… Ovviamente chi sa insegnare molto bene, preferisce lavorare come libero professionista….A parte rare eccezioni naturalmente.

 

A. C.:  “Tecnica vocale”, due semplici parole ma con enormi contenuti e responsabilità, sia per il maestro di canto che per l’allievo. Come può definire Lei la sua tecnica oggi che, la sua carriera è affermata? E quale consiglio rivolge ai giovani studenti di canto, così da rafforzare il loro studio?
F. C.:  La mia tecnica mi permette di eseguire opere che vanno da Bellini a Cilea, da Mozart a Strauss. Non smetto mai di perfezionarmi e di cercare la migliore resa vocale interpretativa. Questo è il mio segreto…

 

A. C.:  Fiorenza Cedolins, una carriera straordinaria segnata anche da alcuni dispiaceri. Ma, lasciando i dispiaceri alle spalle visto che si sono risolti in pieno, qual è ora il suo sogno o anche la sua opera “nel cassetto”?
F. C.: Dispiaceri che , come sempre nella mia vita, mi hanno reso più forte, consapevole e matura. Esperienza positiva! Sto preparando alcuni debutti: Lucrezia Borgia, Lohengrin e La Forza del Destino.

 

A. C.: Fiorenza Cedolins, una donna dalla carriera affermata. In quale ruolo da Lei interpretato si riconosce maggiormente?
F. C.: La donna che stimo di più è Adriana Lecouvreur, ma in realtà c’è molto di me in ognuna delle mie grandi eroine, non potrebbe essere diversamente perchè non canto personaggi che non amo

 

A. C.: Poter dare il proprio parere, o consiglio, o comunque esprimere una critica utile alla propria esecuzione canora al direttore d’orchestra: decisione difficile da prendere e spesso improduttiva o segno di professionalità ed amore per la musica?
F. C.: Se si è musicisti entrambi, di grande sensibilità e di buona volontà, ci si capisce senza molti discorsi….

 

A. C.: La critica. A volte i critici si soffermano su dei minimi particolari vocali imperfetti che possono derivare da: una serata di stanchezza in cui la corda ne risente, un minimo di distrazione, una regia difficile. Il critico deve criticare, lo sappiamo, ma secondo Lei è giusto dire che un bravo critico debba proporre anche delle soluzioni o meglio impostare in modo costruttivo il suo commento?
F. C.: Alla fine non siamo delle macchine, ma delle persone umane e, come tutte le persone umane, abbiamo dei giorni sì e dei giorni no.
Anche i critici…. Rispetto l’opinione dei critici anche quando non sono d’accordo: si espongono nel pubblicare le loro opinioni quanto ci esponiamo noi nel cantare. Come nell’Arte ci sono i grandi, le copie e le brutte copie.

 

A. C.:  Un saluto a “Concetto Armonico”…..
F. C.: L’Armonia è il massimo grado di conoscenza a cui l’Uomo e soprattutto l’Artista dovrebbe tendere! Speriamo di raggiungerla tutti!

 

Fiorenza Cedolins

Intervista di Andrea Castello, Presidente dell’associazione Concetto Armonico. 
21 Agosto 2012 © Concetto Armonico
 

Gala’ di Beneficenza in aiuto delle popolazioni in Emilia colpite dal terremoto

Sabato 7 Luglio 2012

La Musica per le popolazioni in Emilia

colpite dal terremoto

presso la Basilica di Monte Berico di Vicenza

Concetto Armonico organizza il Gala’ di Beneficenza in aiuto delle popolazioni in Emilia colpite dal terremoto sabato 7 Luglio 2012, alle ore 21, presso la Basilica di Monte Berico a Vicenza.
Presenta la serata Didi Leoni.
Il prossimo 7 luglio 2012, alle ore 21, si svolge il Galà di Beneficenza per le popolazioni in Emilia colpite dal terremoto.
Madrina e presentatrice della serata è la giornalista e conduttrice televisiva Didi Leoni.
Al concerto partecipano i soprani Chiara Angella, Antonella Casarotto, Stefania Sommacampagna e Anna Skibinsky, i Baritoni Andrea Castello e Silvio Zanon, il Controtenore Nicola Marchesini e il coro “La Rocca” di Altavilla Vicentina. Accompagna all’organo il Maestro Alberto Barbetta.
L’associazione “Concetto Armonico” fin da subito si è impegnata a  fornire alle popolazioni Emiliane colpite dal sisma generi alimentari di prima necessità. La prima campagna di raccolta fondi infatti, è partita da Facebook con un appello nel quale si chiedeva un aiuto per poter acquistare del latte in polvere per bambini e dell’insetticida. Abbiamo potuto raccogliere circa 1.350,00 euro che subito sono stati spesi per l’acquisto dei prodotti richiesti. Ora, il nostro secondo impegno è quello di svolgere questo importantissimo “Galà di beneficenza” dove verranno raccolte altre offerte utili all’acquisto di altri prodotti esplicitamente richiesti dai centri di raccolta Emiliani.
Concetto Armonico non si appoggia ad altre associazioni o Enti ma si reca personalmente nei posti colpiti dal terremoto, consegnando loro la merce.
E’ molto gratificante poter aiutare con ed attraverso la musica, in questo caso la lirica. Gli artisti che partecipano al concerto, si sono prodigati fin da subito per collaborare nell’organizzazione del concerto e, soprattutto, parteciparvi. La stessa Didi Leoni ha accettato senza nessuna esitazione a presentare l’importante serata presso la prestigiosa Basilica di Monte Berico di Vicenza, dando pieno appoggio alla manifestazione.
I brani che gli interpreti eseguiranno sono scelti dalle pagine di musica sacra di compositori come Franck, Fauré, Gomez, Schubert, Gounod, Pergolesi, Handel e molti altri, tutti accompagnati all’organo.

 

Basilica di Monte Berico
Viale 10 Giugno, 87 – Vicenza
Sabato 7 Luglio 2012
ore 21
Entrata libera

 

Per Informazioni ed eventuali interviste:
Concetto Armonico, segreteria e ufficio stampa
telefono  349.1045647 – m@il ufficiostampa@concettoarmonico.it

 

Scarica il comnunicato stampa in versione PDF.

 

 

Didi Leoni, giornalista e conduttrice TV. Torinese di nascita, è stat per anni il volto del Tg5 delle 13 e delle 20.
Dal 2009 al 2011 ha lavorato come corrispondente speciale da New York per il gruppo Mediaset, in particolare su
temi legati alla cultura e al lifestyle.
Attualmente è conduttrice del programma quotidiano “Voci nella notte” in onda dal 9 aprile su Arturo Tv (canale 138 di Sky e 221 del digitale terrestre). Un format che intende dare voce alle storie di cittadini alle prese con i risvolti drammatici della crisi.
E’ anche consulente professionista di Feng Shui (diploma conseguito presso la Sheffield School of Interior Design di New York).
Concetto Armonico è una libera associazione culturale internazionale per la promozione della musica e delle arti, nata a Rottanova di Cavarzere (Venezia) in ottobre 2011. Scopo principale scopo è di promuovere la musica e i giovani che vogliono intraprendere una carriera professionale inerente la musica. L’associazione si prefigge di: organizzare concerti, opere, master class/stage (di canto, danza e per strumenti); concorsi lirici; viaggi ed iniziative culturali e molto altro ancora.
Socio onorario dell’associazione è il grande soprano di fama internazionale Daniela Dessì.
Tra gli appuntamenti dell’associazione in programma nel 2012 si ricorda:
Master Class
  • Master Class di canto lirico con il Maestro Sherman Lowe dal 28 novembre al 1 dicembre 2012 ad Assisi.  Concerto finale degli allievi presso la Basilica di San Francesco di Assisi
  • Master Class di canto lirico con il Maestro Nicola Marchesini (da definire)
Concerti
Requiem di Faurè
  • Vienna, Castello di Schonbrunn, 28 ottobre 2012
  • Cona Veneta, 3 novembre 2012
  • Cavarzere (Ve), Duomo di San Mauro
  • Oratorio di Natale di Saint-Saëns
  • Vicenza, Adria, Verona
Incontri culturali
Presentazione del libro “Il segreto nello sguardo. Memorie di Rosalba Carriera” della prof.ssa Valentina Casarotto e concerto di musiche barocche a 
  • Piove di Sacco (Pd), Teatro Filarmonico
  • Cavarzere (Ve),  Teatro “Tullio Serafin”
  •  Assisi, Hotel “Dal Moro Gallery”
  • Roma, Galleria “La Nuova Pesa” di Simona Marchini
  • Rovigo, Accademia dei Concordi
Presentazione della tesi di laurea sul grande direttore d’orchestra “Tullio Serafin” della dott.ssa musicologa Nicla Sguotti con immagini e video storici a
  • Cavarzere (Ve), Teatro “Tullio Serafin”
  • Assisi, Hotel “Dal Moro Gallery”
  • Rovigo, Accademia dei Concordi
  • Presentazione del cd “Recitar” del tenore Fabio Armiliato a
  • Rovigo, Accademia dei Concordi
  • Assisi, Hotel “Dal Moro Gallery”
  • Cavarzere (Ve), Teatro “Tullio Serafin”
Presentazione del cd “Ave Maria” del soprano Daniela Dessì, socio onorario dell’associazione a
  • Vicenza e in altre sedi
Mentre in programma per il 2013
  • Gran concerto di capodanno, Cavarzere (Ve), Teatro “Tullio Serafin”,  1 gennaio 2013
  • Primo compleanno di “Concetto Armonico”, Cavarzere (Ve) Teatro “Tullio Serafin” (con ospiti di fama internazionale)
  • Master Class di canto lirico con il Maestro Roberto Scandiuzzi
  • Concorso lirico “Concetto Armonico” e “Tullio Serafin” presso “Teatro Tullio Serafin” di Cavarzere (Ve) con giuria d’eccezione.