Mese: Agosto 2017

Dialogando su L’Orfeo di Monteverdi

Dialogando intorno ad un mito: Orfeo

(Vicenza, 27 agosto 2017) Sarà un’”Orfeo” diverso da ciò che siamo abituati a vedere quello intorno al quale dialogheranno in una preziosa tavola rotonda martedì 29 agosto alle ore 18.30 a Palazzo Chiericati il musicologo Giancarlo Landini, il critico e giornalista Cesare Galla, il M. Francesco Erle (con interventi musicali della ‘sua’ preziosa corale Schola San Rocco) lo scenografo e designer Mauro Zocchetta, l’editore Angelo Colla e Sebastiano Antonello di Zebra Mapping . Lo spettacolo andrà in scena il 6 di settembre (con replica il 7) presso il Teatro Olimpico nell’ambito del festival “Vicenza in Lirica” 2017 e la sua diversità si potrà cogliere istantaneamente.

Taglio musicale, veste scenografica e regia concorreranno infatti a narrare una storia parallela a quella del mito, una storia che appartiene al nostro passato ed al nostro presente che sfiorerà profonde tematiche sociali e storiche del quale il cantore si farà eterno narratore.
Una narrazione fluida che, senza scosse, ci porterà a riscoprire completamente lo spazio creato dal Palladio attraversandolo con la forza delle immagini, la potenza delle significanti e l’espressività di una forte ed innovativa chiave di lettura musicale.
Lo spettacolo vuole partire dal concetto di conflitto: il conflitto interiore di Orfeo che lo porta a perdere la sua Euridice, il conflitto fra la città ideale dello Scamozzi ed il ‘frons scaenae’ classico di Palladio, il conflitto tra le diverse letture musicali del capolavoro monteverdiano ed il conflitto bellico che, colpendo pesantemente Vicenza, ne risparmiò miracolosamente, e per pochi metri, il teatro Olimpico.
Filtro raffinato e tagliente per questa lettura saranno le incisioni del grande artista vicentino Neri Pozza, veicolate attraverso l’occhio giovane e sensibile di una talentuosa azienda vicentina di video mapping e l’esperienza e l’amore di uno scenografo quale Mauro Zocchetta.
Lo spazio dell’Olimpico verrà squarciato, esaminato, sezionato e ridisegnato attraverso i sensibili strumenti della mappatura ed elaborato attraverso il raffinato occhio di Mauro Zocchetta che andrà ad aggiungere o togliere, definendo questo o quell’elemento, ricercando sempre la figura e l’opera del Palladio all’interno del Palladio stesso. Cosi la facciata sarà costantemente modificata e la più profonda significante scenografica verrà affidata alle incisioni, che rappresenteranno il cuore più profondo ed emozionale dello spettacolo.

Il lavoro straordinariamente poetico di Neri Pozza (Vicenza, 5 agosto 1912 – Vicenza, 6 novembre 1988) ripercorre lo spazio urbano vicentino osservandolo per 40 anni in cui egli racconterà la sua città, cominciando ad inciderne i giardini (parallelo con Orfeo) poi le vedute di Vicenza a volo d’uccello passando poi a ritrarla da tutti i suoi lati appiattendola e studiandone il percorso romano, le rovine, la guerra, la distruzione, la sua ricostruzione (plastica con i cubi) definendola come una scultura ed infine sommergendola dentro agli alberi. Le ultime vedute di Vicenza illustrano un Palladio ricoperto dagli alberi. Ed è tutta una visione reale, simbolica e polemica che veicola uno spirito civile che si materializza nelle incisioni.
L’artista suggerisce ai vicentini come guardare la propria città, come riscoprirla e come farla vivere e rinascere.
Questo il cuore dello spettacolo, la chiave emozionale ed il fulcro da cui tutto parte: un grande artista ed il suo amore per la sua città ferita, abbattuta, rinata.
Lo spettacolo troverà la sua ambientazione nel periodo del conflitto bellico (1943/1945) in un momento in cui la città doveva proteggersi e proteggere i suoi monumenti dai numerosi bombardamenti e, in questa ambientazione, prenderà vita la regia di Andrea Castello. Una chiave di lettura contemporanea che, attraverso l’introduzione di un nuovo personaggio, esplicherà un diverso tipo di conflitto umano, oggi più che mai contemporaneo così come ai tempi di Orfeo.
Il tema della tormentata ricerca della propria identità sessuale sarà centrale in questo Orfeo (perennemente indeciso e frustrato) aprendo una voragine contemporanea che non potrà non specchiarsi nelle ben diverse voragini aperte durante la guerra e da Pozza così magistralmente illustrate.
Un Orfeo dunque che scorda per un attimo le chiarissime leggi dell’Ade o che, deliberatamente voltandosi, riporta Euridice nell’ombra per cominciare una nuova vita? Una regia quella di Castello che reca al suo interno una profonda riflessione su di un tema eterno che, oggi come ieri, non cessa di sollevare continui interrogativi.

Dal punto di vista musicale le cose si porranno in stretta relazione con tutto ciò attraverso una chiave di lettura forte e decisa che, pur non modificando la partitura monteverdiana, ne sposterà certamente alcune variabili.
Il M° Francesco Erle attraverso un lavoro molto filologico ed approfondito e solo servendosi rigorosamente degli strumenti musicali prescritti da Monteverdi, prenderà alcune scelte abbastanza forti.
Basandosi su alcuni recenti studi sui segni che nelle stampe del ‘600 delimitano la fine di ogni struttura, egli condivide l’opinione che quei segni possano essere interpretati non come pausa o cesura ma in vari modi diversi, atti a trasformare la scena musicale in una più prettamente teatrale e ‘lirica’.
Dunque Monteverdi che, nelle esecuzioni canoniche conosce molte pause, diventerà un ‘continuum’ musicale.
Inoltre egli dividerà, in maniera netta, il recitativo dall’arioso utilizzando, nel recitativo, anche tutte le tecniche di diminuzione del ‘500 (“floride”) e nell’arioso definendo un preciso incedere, creerà dunque una forte differenza tra i due stili.
Evidenzierà poi molto le figure retoriche utilizzando anche il ‘concitato’ (un accelerato perfettamente comprensibile al pubblico) perché richiesto dalle figure retoriche che lui utilizza e ‘l’aggravando’ quando, per evidenziare il testo, si calma il ritmo nella musica.
Una lettura teatrale ed estremamente espressiva dunque che andrà perfettamente ad inserirsi nel contesto scenografico e registico.

Uno spettacolo totalmente innovativo dunque, sotto ogni angolazione, che andrà oltre la partitura differenziandosi dalle diverse operazioni teatrali fatte su questo titolo e che troverà la sua potenza proprio nello spazio dell’Olimpico: stravolgere due archetipi della nostra idea di classicità rivoltandoli e facendoli vedere in negativo è una sfida certo ardita ma che speriamo sarà certamente vinta, grazie alla preziosa sinergia tra passione, professionalità e competenza sulla quale, da sempre, il Festival “Vicenza in Lirica” basa la sua programmazione.
La quinta edizione del Festival Vicenza in Lirica – dialoghi barocchi è un progetto organizzato ed ideato dall’associazione “Concetto Armonico” con il patrocinio del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, della Region del Veneto e della Provincia di Vicenza, con il sostegno e l’ospitalità del Comune di Vicenza e delle Gallerie d’Italia – Palazzo Leoni Montanari.

Vincent Van Gogh musicista del colore

(Vicenza, 26 agosto 2017) La breve vita di Vincent Van Gogh si consuma tra opposti sentimenti, quali una sensibilità eccessiva, un travolgente anelito alla vita, e un logorio d’insoddisfazione verso la propria opera. Lungo il suo tormentato cammino gli offrono un po’ di conforto molte persone, umili e semplici, che diventano riferimenti importanti per il suo precario mondo affettivo. Così accanto ai paesaggi assolati e ai fiori rigogliosi che rasserenano la sua anima, realizza ritratti indimenticabili. Scrutando i volti e intessendo armonie cromatiche inimitabili, ha reso immortali il postino Roulin, il dottor Gachet, l’Arlesiana, racchiudendo in ogni ritratto la vitalità palpitante di quel legame. L’artista affida al colore puro, violento ed istintivo, la sua meditazione sui sentimenti e sulla vita. Sfumature, armonie e tonalità ricorrono continuamente nelle parole delle sue lettere. Ed è per questo forse che, lui stesso, si definì un “musicista del colore”.
Vicenza in lirica 2017 si concede una licenza e si permette così una divagazione nel contemporaneo con questa conferenza-concerto che accosta la musica, con una netta contrapposizione temporale, all’arte di Van Gogh, in un intenso dialogo, in vista della mostra autunnale vicentina. (V.Casarotto)
Con queste parole lo storico dell’arte Valentina Casarotto presenta, con la chiarezza e la definizione di una sferzante pennellata, il particolarissimo incontro “I volti di Van Gogh musicista del colore” che si svolgerá lunedì 28 agosto alle ore 21.00 presso la superba cornice di Palazzo Chiericati, custode e fulcro della storia dell’arte cittadina.
Un appuntamento multidisciplinare questo che vede lo specchiarsi, in un gioco di continui riflessi, tre arti: quella figurativa , quella della parola e quella della musica. Attraverso le parole di Valentina Casarotto, la voce dell’attrice Stefania Carlesso ed il suono dell’ensemble “Les Indes Galantes” (Angela Citterio al flauto, Marco Perini al violoncello e Edmondo Mosè Savio al clavicembalo) che interpretano musiche di Vivaldi, Bach, Talemann ed altri ancora, si cercherà di definire, attraverso lo studio di un’ampia carrellata di opere, un mondo in divenire che, attraverso gli occhi dell’artista, perde la sua connotazione personale per diventare universale.
Un nuovo ponte, colorato, multiforme e poliedrico che vuole omaggiare il grande artista (una grande mostra dedicata al pittore si aprirà a breve presso la Basilica Palladiana) e che, andando oltre le singole caratteristiche di ogni arte, vuole comunicare quell’emozione e quel mondo inquieto e perennemente mosso da un vento dell’anima che travolgerà, con la sua forza , il contesto sociale ed artistico contemporaneo influenzando in maniera radicale il modo di intendere l’arte.
Una chiacchierata che ha l’obiettivo di emozionare e coinvolgere attraverso le parole e la musica tratteggiando la vita dell’artista in cui avranno un posto rilevante alcuni monologhi scritti per l’occasione da Valentina Casarotto e interpretati da Stefania Carlesso, che ci porteranno all’interno dei vari ritratti, donando loro finalmente una voce, una parola, un accento.
Saranno proprio i ritratti a permettere la conoscenza di quest’uomo, che pur creando in solitudine, fu circondato da una moltitudine di tipi e caratteri che fisserà sulla tela in capolavori che definiranno le basi di un ritratto moderno che, oggi come allora, definisce caratteri archetipici, potenti ed eterni. Attraverso il passato parlare dell’oggi, questo facevano i grandi artisti e questo è uno degli obiettivi del Festival che vede nella contemporaneità e nella comunicazione il suo principale obiettivo.

La quinta edizione del Festival Vicenza in Lirica – dialoghi barocchi è un progetto organizzato ed ideato dall’associazione “Concetto Armonico” con il patrocinio del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, della Region del Veneto e della Provincia di Vicenza, con il sostegno e l’ospitalità del Comune di Vicenza e delle Gallerie d’Italia – Palazzo Leoni Montanari.

Vicenza in Lirica porta il balletto al Teatro Olimpico

(Vicenza, 25 agosto 2017) La Russia è da sempre terra affascinante e patria di grandi sperimentazioni artistiche, basti per tutti ricordare la rivoluzione di Sergej Diaghilev e dei suoi “Ballets Russes” punto di riferimento centrale per il mondo delle arti di primo Novecento. Sotto un profilo prettamente teatrale la sua scuola di balletto (sia classico che popolare) ha infatti esercitato un grande influsso, sia attraverso le coreografie e le musiche dei balletti del grande repertorio, sia per la grandezza e la maestosità dei suoi teatri. Da sempre il teatro Mariinskij di San Pietroburgo ed il teatro Bolshoi di Mosca sono infatti stati la culla nella quale si sono formate Etoile di fama internazionale quali Maya Plisetskaya, Rudolf Nureyev e Vladimir Vassiliev e proprio due danzatori provenienti dal prestigioso Bolshoi saranno ospiti d’eccezione nello spettacolo “Russia, tra favola e realtà” che si svolgerà sabato 2 settembre nela preziosa cornice del Teatro Olimpico. Dopo la presenza nella scorsa edizione di due ballerini del Royal Ballet di Londra “Vicenza in lirica” continua dunque il suo particolare connubio con il mondo della danza (forse una delle arti più in sofferenza in questo nostro particolare periodo storico) sostenendola ed ospitandola con gioiosa determinazione.

In scena al Teatro Olimpico il 2 settembre i primi ballerini Anastasia Stashkevich e Vyacheslav Lopatin che, sulle note dei più grandi compositori russi eseguite dall’Orchestra sinfonica dei Colli Morenici diretta dal M° Edmondo Mosè Savio, danzeranno i fasti e le glorie della grande tradizione musicale e del balletto russo. A completamento di questo viaggio musicale a metà tra il mondo fiabesco ed il mondo reale il mezzosoprano Victoria Lyamina e le narrazioni di Stefania Carlesso. Ed un debutto anche per il giovane ballerino toscano Paolo Pincastelli (classe 1996) che sarà la figura centrale nella regia di Andrea Castello per “L’Orfeo” di Monteverdi in scena il 6 e 7 settembre e diretto dal M° Francesco Erle. Un ulteriore canto d’amore, di libertà e giustizia per quest’arte che, forse più di ogni altra, richiede dai danzatori un impegno ed una disciplina che non conosce fine.

La quinta edizione del Festival Vicenza in Lirica – dialoghi barocchi è un progetto organizzato ed ideato dall’associazione “Concetto Armonico” con il patrocinio del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, della Region del Veneto e della Provincia di Vicenza, con il sostegno e l’ospitalità del Comune di Vicenza e delle Gallerie d’Italia – Palazzo Leoni Montanari.

Leo Nucci il Rigoletto più famoso al mondo premio alla carriera Vicenza in Lirica

(Vicenza, 24 agosto 2017) Il festival “Vicenza in lirica ” apre i suoi appuntamenti ospitando sabato 26 agosto 2017 , per la prima volta al teatro Olimpico ed a Vicenza, uno dei nomi più celebri ed amati del panorama lirico internazionale quale il baritono Leo Nucci.
Un debutto quello dell’artista che, dopo cinquant’anni di carriera (festeggiati quest’anno a Piacenza con un bellissimo spettacolo che ha poi toccato molti altri importanti teatri italiani) per la prima volta entrerà al teatro Olimpico (ricordiamo il teatro antico coperto più antico del mondo oltre ad un gioiello del nostro patrimonio artistico) portandovi un concerto di musiche verdiane.
“Sono felice di essere a Vicenza – dichiara Nucci – “perché in questo modo posso realizzare due desideri: uno cantare nel più bel teatro del mondo, dove mia moglie già cantò con la Camerata di Cremona “Il ballo delle ingrate” di Monteverdi e perché posso così finalmente mantenere una promessa che avevo fatto all’amico Luciano Maggi e a sua moglie, la cara Lucia, di venire a cantare al Teatro Olimpico. Sono felicissimo che questo accada”.
Dal suo importante debutto al Teatro alla Scala di Milano nel ruolo di Figaro nel 1977, cui seguiranno velocemente quello al Covent Garden in “Luisa Miller”, al Metropolitan in “Un ballo in maschera” seguiti da tutti i più importanti teatri internazionali, la carriera dell’artista non ha conosciuto stop o flessioni ma, come nei campioni dello sport, una costante ed accurata crescita tecnica ed interpretativa mai abbandonata al caso ma costantemente curata ed approfondita.
Pur toccando tutti i più importanti ruoli del repertorio (inarrivabile il suo Figaro nel rossiniano “il Barbiere di Siviglia”) in questi ultimi decenni la sua figura e classe interpretativa si è legata in modo indissolubile al maestro della ‘parola scenica’ quel G. Verdi che, cambiando completamente le regole del gioco nella composizione del teatro per musica, voleva che questa fosse sempre ancella della parola.
E proprio a Verdi e ad alcuni dei personaggi da lui più amati, sarà dedicato il concerto, accompagnato dall’ “Italian Opera Chamber Ensemble” formato da Pierantonio Cazzulani e Lino Pietrantoni al violino, Christian Serazzi alla viola, Paolo Perucchetti al violoncello, Davide Burani all’arpa e Paolo Marcarini al pianoforte. Il concerto presenterá una selezione delle più intense pagine verdiane intervallate da brani strumentali opportunamente arrangiati da Paolo Marcarini affinché il linguaggio musicale della serata non perda la sua continuità artistica e teatrale. Rigoletto, Macbeth (qui si eseguirà l’aria presente nella prima edizione dell’opera nel quale il personaggio sembra avere quasi un pentimento prima della morte) , Francesco Foscari, il Conte di luna, Giorgio Germont ed il Marchese di Posa , tutti giganti della drammaturgia verdiana, saranno attentamente cesellati e prenderanno forma attraverso la vocalità e lo straordinario carisma interpretativo dell’artista che , ad ogni sua apparizione , sembra approfondirne sempre nuovi aspetti .
La serata si chiuderà con la consegna del prestigioso Premio alla carriera “Vicenza in Lirica 2017” creato per omaggiare artisti che hanno fatto grande il nostro teatro d’opera e che aveva premiato, durante le scorse edizioni, nomi della levatura del mezzosoprano Bernadette Manca Di Nissa e del baritono Juan Pons.
Ad arricchire ulteriormente quella che si pone come un’occasione unica per ascoltare la voce di Leo Nucci, all’interno della spettacolare scatola scenica del teatro, si terrà una mostra di quadri (ospitata sul palcoscenico dell’Olimpico) dell’artista parmigiano Vittorio Ferrarini , nel quale il baritono viene tratteggiato, con pennellate dense di teatrale vigore, in alcune tra le sue più celebri interpretazioni.
La maschera è sempre stata per Leo Nucci una missione ed uno studio che continua in incessante crescita (indimenticabile la sua più recente recita di “Rigoletto” all’interno di un Arena di Verona gremita da un pubblico entusiasta ) una ricerca che si riscontra attraverso l’entusiasmo e la passione che il grande artista comunica con il suo grande carisma e personalità e che i quadri contribuiranno a trasmetterci in maniera ancor più fruibile attraverso lo studio dei particolari espressivi .
Una serata unica dunque che siglerà un debutto ( quello dell’artista in Olimpico) all’interno di un altro debutto (quello della quinta edizione del Festival “Vicenza in lirica” 2017 ) e che , da come stanno andando le prenotazioni , si preannuncia come un vero e proprio evento per l’estate vicentina . Un legame quello del Festival e Nucci che trova un terreno comune anche nell’attenzione ai giovani. Il progetto “Opera Laboratorio”, fortemente voluto dall’artista e attivo da anni presso il Teatro municipale di Piacenza, offre ogni anno una grande occasione professionale e formativa a chi voglia cimentarsi in questa perigliosa carriera e sembra condividere grinta ed obiettivi con la volontà del Festival, sempre più concentrato nel ricercare nuovi messaggi e possibilità per giovani artisti e rinnovato pubblico. Un nuovo ponte dunque, attraverso l’esempio e l’esperienza di un grande.

La quinta edizione del Festival Vicenza in Lirica – dialoghi barocchi è un progetto organizzato ed ideato dall’associazione “Concetto Armonico” con il patrocinio del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, della Region del Veneto e della Provincia di Vicenza, con il sostegno e l’ospitalità del Comune di Vicenza e delle Gallerie d’Italia – Palazzo Leoni Montanari.

Vicenza in Lirica veste di suoni e colori il centro storico

(da sinistra) Andrea Castello con lo chef Renato Rizzardi e il somelier Sergio Olivetti

(Vicenza, 23 agosto 2017) Dopo il ‘ponte’ costruito con il mondo della notte e più precisamente della discoteca e centrando perfettamente l’obiettivo che si era prefissata, “Vicenza in Lirica” ripropone il dialogo con i commercianti vicentini.

Una collaborazione che è iniziata fin dalla nascita del festival e che si sta via via concretizzando negli ultimi anni. L’obiettivo è quello di invitare i commercianti di Vicenza ad allestire una vetrina che abbia come tema il teatro d’opera, dal canto lirico al balletto. L’anno scorso insieme al giornale di Vicenza, da sempre media partner del festival, molti negozi hanno preparato la loro vetrina attirando la curiosità dei passanti che, sia vicentini che turisti, hanno poi postato foto per 15 giorni sui loro siti e social. Un nuovo modo per incuriosire i neofiti verso questo tipo di spettacolo che ha portato alcuni di loro a sedersi sulle gradinate del Teatro Olimpico e ad ‘innamorarsi’ anche a questo tipo di musica magari di più difficile ascolto.
Quest’anno il direttore artistico del festival Andrea Castello, dopo aver confermato il ‘ponte’ con la discoteca che porterà un bus di clienti del locale ad assistere alla prima di “L’Orfeo” di Monteverdi il 6 settembre, vuole invitare tutti i commercianti a creare qualcosa di ancora più bello che arricchisca il patrimonio artistico della città allestendo una vetrina a tema, integrata con locandine e depliant del festival 2017. Ma non è tutto, il dialogo è già iniziato anche con alcuni ristoranti in primis con la “Locanda di Piero”, con la gastronomia “Il Ceppo” e con il bar “Alle Colonne” che prepareranno, durante il periodo del festival, una ricetta ispirata alla musica e che si potrà trovare nei loro ristoranti e bar proprio dal 26 agosto al 9 settembre. Una formula quella inventata da Castello che ha suscitato molto interesse nello chef Renato Rizzardi, da sempre amante del bel canto e delle arti, che ha preparato una ricetta esclusiva che rievocasse ai sensi i sapori del Barocco, e la potenza espressiva di Monteverdi in un’epoca la cui cucina era caratterizzata dall’uso di spezie e cacciagione e dove lo zucchero era un elemento utilizzato non tanto come dolcificante quanto come elemento di ricchezza. Ecco nascere dunque una mattonella di pandolce tostato con agrodolce ai fichi . Questo piatto sarà presente nel menù della Locanda di Piero a partire da lunedì 28 agosto e per tutto il mese di settembre.
A completamento di tutto ciò, tutti gli eventi che si svolgeranno nelle piazze dalle 18 alle 20 e che anticiperanno spesso uno spettacolo al Teatro Olimpico, Palazzo Chiericati o ancora l’oratorio di San Nicola. Eventi organizzati da bar, ristoranti, negozi inerenti la musica, con ensemble e personaggi in costume d’epoca.
In programma l’evento del 27 agosto presso Piazza Biade “All’ombra di San Marco” organizzato dal bar “Alle colonne” e gli eventi del 2 settembre in piazzetta Palladio “tra ‘800 e ‘900 viaggio musicale a cavallo dei due secoli” organizzati da “Cappelleria Palladio dal 1899 e Soprana dal 1910”, con interpreti giovani musicisti.

Attraverso tutto questo e con un comunicato ufficiale il festival invita dunque ad allestire ‘bellezza’ musicale in tutte le attività, anche quando la passione è rivolta verso altri tipi di musica. “Dobbiamo suscitare curiosità, dobbiamo creare insieme per far vedere che la cultura e la musica uniscono e non dividono” dice Castello “ma soprattutto, con gli anni dobbiamo creare un vero e proprio evento di attrazione Internazionale in modo tale che il pubblico prenoti il proprio viaggio a Vicenza, non solo per il repertorio di alto livello proposto dal festival, ma anche per vedere e fotografare le vetrine dei negozi oltre che gustare il piatto particolare che si troverà solo ed esclusivamente in quel periodo e solo a Vicenza”

A tutti quindi buon lavoro, buona creatività e nel caso contattate il numero 3496209712 Associazione Concetto Armonico, per qualche consiglio e spunto sulla vetrina, ma soprattutto per informare di ciò che avete preparato.